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Una rosa blu jazz

Una rosa blu jazz

Una rosa blu jazz – Voglio Tornà Bambina

Una rosa blu, sulla pelle tua, 

Mi ricordi Londra snob e bionda con un filo di follia….

Anno 1982. I miei si sposavano. Michele Zarrillo prendeva la sua chitarra e scriveva questo pezzo che avrebbe portato a Sanremo, ma solamente nel 1998 sarebbe stato inciso e sarebbe penetrato indelebilmente nella mia pelle, oltre che rimanere a lungo nelle hit italiane.

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Una rosa blu jazz – Voglio Tornà Bambina

Anno 2017. L’artefice della mia conoscenza di questo cantante italiano, mi scrive se l’accompagno al suo concerto stasera. Un concerto su inviti. In chiave Jazz. Come fai a contraddire la mamma, quando uno dei suoi pochi desideri è quello di andare a vedere Zarrillo insieme a sua figlia? Così salta la serata programmata a casa, a riposo e si va all’Auditorium Parco della Musica.   Una rosa blu jazz

Non è un classico concerto. C’è qualcosa nell’aria di diverso dai soliti live di Zarrillo – ebbene si, per amore della mamma non è la prima volta che l’accompagno. –  Sarà stata forse la disposizione degli strumenti sul palco che inneggiano lo stile jazz? Non potevo non notare come primo fra tutti, un bellissimo pianoforte a coda, al quale sedeva il maestro Bruno Sartori, accompagnato dal suo Quartet.

Poi è arrivato lui! In un primo momento impacciato, un pò balbettante, sicuramente molto molto emozionato. Saluta il pubblico, s’inchina davanti alla band e prende posto al centro del palco per un’oretta insieme ai suoi grandi classici:

L’elefante e la farfalla
Una rosa Blu
Ragazza d’argento
L’acrobata
Strade di roma
Cinque giorni
La notte dei pensieri
Mani nelle mani 

Il tutto rivisitato in chiave jazz. Questo è il progetto in corso della rassegna “Soft and Jazz”: un connubio tra la

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Una rosa blu jazz – Voglio Tornà Bambina

musica d’autore con la corrente jazz, una fusione di artisti con diverse correnti musicali.   Una rosa blu jazz

Per Michele Zarrillo è stata una delle serate più emozionanti, la prima uscita pubblica dopo la morte improvvisa del fratello avvenuta il 10 luglio. L’artista, che aveva anche fatto parte di una band insieme al fratello, viene da uno dei quartieri romani più popolari. È un self made man nel campo musicale. Ora ha tutto: soldi, amore e successo, ma è proprio lui, tra una battuta e uno scherzo, a dire durante una delle pause: “Tutto quello che ho non mi ripaga di ciò che perdo. Prendete tutto quello che la vita dà, perchè anche nel benessere possiamo sentirci soli e vuoti. Non dimenticate: la musica ci aiuta, ci dà qualcosa a cui aggrapparsi in tanti momenti difficili, perché è bello vivere.”

Non si sofferma molto con i suoi fan, lo farà qualche ora dopo all’uscita dall’auditorium. Ma ringrazia con lo stile dell’artista che è e dà appuntamento alla prossima volta.  Una rosa blu jazz

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2 comments

  1. Grazie. Per avermi accompagnata ma soprattutto grazie per le bellissime parole che hai scritto su Michele Zarrillo.
    Hai colto una cosa importantissima: lui è un uomo sensibile e i suoi testi lo dimostrano.
    chi ama Michele è perché riesce ad entrare in sintonia con la sua dolcezza e sensibilitá.
    Grazie perché anche tu, hai compreso questo grande poeta.

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