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Segreti di famiglia – la recensione

Segreti di famiglia

La recensione

 

Segreti di famiglia segreti Segreti di famiglia – la recensione Viviana Toniolo e Stefano Messina 796334 300x190
Viviana Toniolo e Stefano Messina Segreti di famiglia

I segreti in famiglia fanno fatica ad essere mantenuti. Ce la si può fare per un periodo di tempo più o meno breve, mesi, anni, ma poi la resa dei conti arriva sempre. La stessa situazione la vivono Grazia e Adamo, una madre e un figlio rimasti lontani per molto tempo.

Quando uno cade dalla bicicletta bisogna rimettersi subito in sella.”

Grazia è una donna sola, risoluta, che tiene a bada i dolori del passato e le conseguenze che si sono ripercosse sul suo carattere, acido e spesso irriverente, soprattutto con il figlio. Adamo è un uomo insicuro, dai mille dubbi, che torna a casa per sentire un pò di calore familiare e per leccarsi le ferite che la società contemporanea ha inflitto.

Le bugie sono come le ciliegie una tira l’altra

Messi uno di fronte all’altro, crolleranno i muri che la distanza ha costruito nella famiglia, smontando segreto dopo segreto tutte le bugie che hanno fatto da corollario alla vita dei due protagonisti, fino a svelare le crudeli verità. La commedia e l’ilarità sono proprie di Grazia, Viviana Toniolo, mentre la dolcezza e la narrazione sono parte di Adamo, Stefano Messina,  caratteristiche che si incontrano in quello che è un mondo difficile da affrontare per chiunque: il pianeta eutanasia. “Fin dall’inizio e chiara la situazione – racconta l’autore del testo Enrico Luttmann Mi sono ritrovato al momento cruciale, ovvero il finale della storia, dove in qualche modo è stata proprio Grazia a farmi fare quella scelta. Mi sembrava la cosa più naturale. Era riuscita a superare le difficoltà e a riconoscere il senso dell’abbandono che l’accompagna a da tutta la vita.”

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Segreti di famiglia

Perché se ne vanno tutti.

In questo modo, tra una battuta e un rimprovero, tra una seduta di chemioterapia e una riunione di famiglia, Grazia si spoglia di tutte le corazze che ha dovuto indossare per far fronte ad una vita solitaria e difficile. È proprio la madre che, svelando gli errori del passato, accetta la situazione e regala al figlio uno dei più importanti insegnamenti della vita: il perdono e il sacrificio. Adamo comprenderà pian piano le difficoltà nascoste dietro ai segreti e accetterà la decisione finale della madre. “Con due personaggi, sembra di vedere un mondo – il regista Marco Maria Casazza, spiega il suo punto di vista –  Questo è il potere del teatro. Questa scelta è dilemma e la protagonista lo risolve in questo modo. Questo testo poteva far nascere domande che credo sia importante che il teatro ponga. L’obiettivo di “segreti di famiglia” è fare domande piuttosto che dare risposte. Gli attori hanno questo gioco costante sul filo del rasoio tra dramma e commedia sulle cose epocali della vita. Lui deve superare il senso dell’abbandono, lei deve superare le conseguenze delle sue scelte prima di scegliere liberamente della sua vita. I protagonisti hanno messo tantissimo di sé, non è possibile fare questa cosa tecnicamente, ci vuole qualcosa di più del personale per farlo bene.

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Segreti di famiglia

In questo scenario, al quale il teatro dedica pochissimo spazio, si apre un dibattito insieme all’autore e al regista del testo, con la partecipazione straordinaria della madre e della sorella di Piergiorgio Welby. Le due signore hanno apprezzato molto lo spettacolo e hanno dato potenza al dibattito, aggiornando la platea sui passi in avanti che ha fatto la legislazione italiana in merito all’argomento.

“Lo spettacolo è stupendo e gli attori hanno vissuto la parte in maniera meravigliosa – ha esordito la Signora Welby –  Ho trovato somiglianze del nostro percorso con Piergiorgio e la sorella. Piergiorgio nel 2002 si era mosso e aveva contattato il comitato di bioetica per chiedere il testamento biologico, quella che si spera diventerà la legge sull’eutanasia. Sarà un passo molto difficile avere una legge per la morte assistita anche in Italia, dove al momento c’è una lotta forte per le cure palliative per i pazienti. Le elaborazioni di quei passaggi della vita che accompagnano la decisione. Non è concesso dalla legge terminare la propria vita sedati, cosa che va contro l’articolo 32 della costituzione italiana. È stato proprio quell’articolo che ha aiutato il Dottor Riccio, prosciolto con la seconda sentenza.

Rifacendosi un pò a quelle che sono state anche le armi di Grazia, la protagonista del dramma, per aiutare il figlio ad accettare la sua scelta, anche la sorella di Piergiorgio Welby ha riportato la sua testimonianza:”L’affetto, l’amore e la semplicità sono state le armi con cui Piergiorgio mi ha convinto ad accettare la sua scelta. Mi disse «Carla se non troviamo nessuno che lo fa, mi devi aiutare tu, perché io per te lo avrei fatto.» La tragedia c’è, ma in quei momenti bisogna stare vicino alla persona che soffre e lasciar perdere le cose stupide che fanno solo accrescere il disagio.

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