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Saurino in Condannato a morte – la recensione

Saurino in Condannato a morte

La recensione

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Saurino in Condannato a morte

Victor Hugo come non lo avete mai visto e sentito. “Condannato a morte“, lo spettacolo patrocinato da Amnesty International, un testo storico e di grande valore storico-culturale firmato Davide Sacco, interpretato da Gianmarco Saurino, in scena al teatro Off Off fino al 3 febbraio.

Un monologo denso di significati, dall’amore per se stessi, per la famiglia e l’attaccamento alla vita, al risentimento verso quelle istituzioni ingiuste e controversie, fino ad arrivare alla disperazione di un condannato a morte che non accenna a rassegnarsi al suo destino. Tutto in mano a colui che, nel teatro, ha fatto dei classici una ragione di vita: Gianmarco Saurino. Già noto al pubblico teatrale per Moby Dick, andato in scena quest’inverno al teatro Vascello, ma con grandi esperienze alle spalle tra le quali il “Cyrano di Bergerac” e “la donna bambina” ed altri, non si smentisce nemmeno davanti a Victor Hugo. La sua prestazione cattura e rapisce lo spettatore guidandolo attraverso quelli che sono i pensieri, il vissuto , i sogni e i desideri, nonché le paure ma anche i timori di una persona che ha una spada pendente sulla sua testa.

“Il mio corpo è rinchiuso in una cella,

la mia mente imprigionata in un’idea.”

È quasi inquietante il modo in cui attraverso il gioco di luci, un’idea ottima della regia che rende ancora più pathos alla rappresentazione e scandisce i tempi di narrazione, creino cambi di scenario e tematica. Parlando prima di una e poi dell’altra cosa, con repentine trasformazioni di stato d’animo che non danno il tempo di distrarsi.

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Saurino in Condannato a morte

Poco meno di un’ora per passare in rassegna un grande classico, mai dimenticato. Un tavolo ottimamente congegnato, dei fogli di carta, delle luci posizionate strategicamente ed una sedia sono tutto ciò che necessita per comporre una scenografia d’impatto che colpisca esattamente come le parole dell’attore in scena. Il resto è tutto in mano di una singola persona. Se da un lato, Saurino trova notorietà con il piccolo schermo e le fortunate serie tv “Che dio ci aiuti” e “Non dirlo al mio capo 2”, è proprio a teatro che tira fuori il meglio di se, interpretando con abile maestria un testo importante, storico, pregno di sfaccettature tutte diverse tra loro. Gianmarco si conferma ancora una volta un attore a 360gradi, poliedrico, capace di approcciare a differenti tematiche e tirando fuori sempre un’interpretazione lodevole. Un applauso anche a Davide Sacco, autore e regista dello spettacolo, che porta in scena un adattamento di un testo importante, rivisitandolo con una chiave più moderna ed inserendo stralci di statistiche utili a capire quanto sia presente ancora la pena di morte nel mondo, e come spesso colpisca persone sbagliate.

Una produzione fantastica, che lascia il segno e fa trascorrere tempo piacevole in compagnia di un pilastro della letteratura classica internazionale. Uno stratagemma che le scuole dovrebbero sfruttare più assiduamente per portare i ragazzi a teatro ed avvicinarli a certi autori sconosciuti nelle nuove generazioni.

 

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