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Rape rosse bucate – la recensione

Rape rosse bucate

La recensione

Si apre il sipario e la primissima cosa che colpisce l’occhio di uno spettatore è l’esplosione di colori. Rape rosse bucate è una commedia dove il colore è parte dominante di tutta la scena. Anche della rappresentazione. Perché senza il colore tu non capiresti le differenze, le sfumature di una storia che tutto è tranne che assurda.

In un primo momento sei seduto in platea e pensi “ok, dove andranno a parare tutti questi personaggi?” Perché durante il primo atto, sei trasportato da una serie di assurdità e di comportamenti che il senso comune definirebbe andare al contrario. Poi all’improvviso realizzi che il messaggio della commedia è chiaro ed esplicito: la diversità non esiste. Chi lo dice che ciò che è normale per me, è normale anche per te? O viceversa?

Ecco Emilia Miscio è stata bravissima a nascondere tra le righe questo insegnamento, mascherandolo con un testo che si avvicina molto alla tecnica del teatro dell’assurdo, ma in realtà non lo è. Ammetto che sono stata colpita ed entusiasmata da tutto quello che compone Rape rosse bucate. La scenografia, i costumi, le musiche, gli attori bravissimi. I trucchi. In tutto trovi la caratteristica principale della regista: il colore forte e in contrasto, che colpisce. Una piccola menzione speciale la vorrei fare sui trucchi perché in una commedia non ti aspetti un lavoro così elaborato, che è comunemente usato nel mondo dei cosplayer oppure nel mondo cinematografico. A teatro te lo aspetti quando sei consapevole di vedere qualcosa di attinente. Ma il lavoro delle truccatrici è stato egregio e accuratissimo. In questa commedia il trucco è complementare alle tecniche teatrali messe in atto dei personaggi, perché senza di esso il risultato finale non avrebbe avuto lo stesso impatto e la stessa forza.

Rape rosse bucate è la storia di una famiglia che vive in una casa abbandonata, con uno strano modo di vedere la vita. Strano, siamo sicuri che è strano? Le vicissitudini del nucleo sono routine finché non vengono a vivere nella casa accanto i nuovi vicini. Persone “normali” che seguono le mode del momento e si uniformano alla massa d’appartenenza. È così che il normale e il bizzarro si mischiano generando la fatidica frase nella mente dello spettatore “che cos’è veramente normale e cosa no?”

In scena fino al 18 novembre, Rape rosse bucate è una commedia assolutamente consigliata e da vedere, anche in compagnia dei bambini!

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