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Nerium Park – la recensione

Nerium Park

La recensione

 

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Nerium Park

Nerium. Altrimenti detto oleandro. Arbusto coltivato spesso per scopi ornamentali nelle aree mediterranee. Nessuno sa però che è tossico. Nerium è la parola chiave dello spettacolo di Josep Maria Mirò, in scena a Spazio Diamante.

Nerium Park è il nuovo complesso all’avanguardia dove si trasferiscono Marta e Gerard –  Chiara Baffi e Alessandro Palladino – una coppia che cerca pace e tranquillità, stanca del caos cittadino. Marta lavora nel settore risorse umane di un’azienda. Gerard è un dipendente con skills particolari. Insieme avranno un figlio. È la partenza di una nuova famiglia, una nuova vita dove tutto è una novità alla quale bisogna abituarsi. Essere da soli però non aiuta, specie se il complesso è fuori città e la sera rientri in solitaria al buio.

Da una partenza galvanizzante, fatta di una nuova vita, belle promesse e tante cose nuove da affrontare insieme, lo spettatore assiste ad una sequenza di inconvenienti che sfociano poi nel dramma finale. Dall’unione si passa alla solitudine, dalla concretezza alla follia. Dalla coppia al singolo. Forse.

Marta: Dicono che le cose più stressanti nella vita sono: traslocare, rompere una relazione e cambiare lavoro.

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Nerium Park

Nerium Park rispetta fedelmente i canoni di scrittura teatrale di Mirò, che in questo caso ci racconta un giallo psicologico che tiene incollati fino alla fine. Lavora molto sulla psicologia dei due personaggi, gli unici in scena, ponendoci davanti ad una donna in carriera molto fedele a se stessa e ai suoi principi e ad un uomo fragile, debole che non riesce a reagire davanti al fallimento professionale. La causa scatenante di tutto è il licenziamento di Gerard dal lavoro. Un episodio che dovrebbe portare Marta ad ammorbidirsi e a venire incontro al marito, mentre lui dovrebbe tirarsi su e non cedere alla depressione. Ma l’oleandro ci mette lo zampino e porta Gerard a perdere il controllo di se stesso e della sua psiche, chiudendosi in una solitudine sempre più confortevole. Marta continua la sua vita, cercando di spronare il marito, ma senza distogliere l’attenzione da se stessa e dal suo modo di vivere, allontanandosi sempre di più dalla coppia.

Nerium Park è uno spettacolo geniale, nel quale viene riportata egregiamente la realtà contemporanea sociale di tutti i giorni. In questa quotidianità è diventato il lavoro il vero motore della vita e della giornata di ogni individuo. Quando manca quello, manca la solidità primaria che fa di un essere umano, un componente della società. Oltre alle varie sfaccettature sociali e di coppia che creano riflessione, Nerium Park porta a valutare uno dei quesiti più importanti: si vive per lavorare o si lavora per vivere?

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