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Next Fall – la recensione

Next Fall

La recensione

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Next Fall

Serata importante per l’associazione culturale teatrando e la regia di Davide Nebbia. Debutta infatti per la prima volta in assoluto in Italia, Next Fall, un dramma-commedia che fa molto riflettere su aspetti sociali contemporanei spesso poco diffusi.

Nato nell’Off-Broadway nel 2009 dalla penna di Geoffrey Nauts, arriva nella penisola tricolore grazie al regista che lo ha visto a New York e se n’è innamorato. In America, Next Fall ha ricevuto nomination come miglior opera teatrale ai Drama Desk Awards, Tony Awards e Outer Critics Circle Awards. L’opera è composta da una sequenza di scene che intervallano il dramma e la vita di tutti i giorni, nella quale ci sono gioie e dolori, lacrime e risate.

Siamo in una sala d’aspetto con divanetti bianchi sterili e un tavolino anonimo, del medesimo colore. La situazione è apparentemente morbida, tranquilla e i toni sono quelli di normali conversazioni. In realtà tutti nascondono la grande preoccupazione per uno dei protagonisti: Luke, il quale ha subito un incidente ed è sotto i ferri chirurgici.

Attraverso la storia di Adam e Luke, si passa attraverso quelli che sono ancora oggi gli stereotipi della società e le gabbie mentali dalle quali tante persone ancora non riescono a liberarsi. Si parla in primo luogo dell’omosessualità e viene messa sotto i riflettori la normale vita di coppia. Mentre Luke lotta tra la vita e la morte, il pubblico apprende come si sono conosciuti, come si sono innamorati, quando sono andati a vivere insieme e i loro progetti. La difficoltà di Adam di comprendere la devozione cattolico-cristiana di Luke, che addirittura arriva a pregare ogni volta che si fa sesso. Le complessità di Luke di comprendere le turbe psichiche di Adam, uomo ansioso, anagraficamente molto più grande di lui. Le scene di grande intensità drammatica, che regalano emozioni vere e di grande impatto, sono smorzate da quell’ilarità che tende alla commedia e strappa risate nel pubblico in sala. Un’ottimo escamotage per stemperare i ritmi luttuosi.

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Next Fall

Intorno a tutto questo si parla tantissimo del rapporto tra omosessualità e religione, due sfere che ancora non riescono a convivere serenamente nella società contemporanea, una esclude per forza l’altra. Vengono snocciolati i rapporti in famiglia, con amici, genitori, parenti. Il punto focale di Next Fall, non è tanto una rappresentazione fluida volta al racconto di questa storia, bensì è un focus su ciò che sono alcuni dei temi di attualità alla quale il teatro dedica pochissimo spazio.

Davide Nebbia e i sei attori sul palco (Federico Borroni, Elena Giambi Bonacci, Antonia Di Francesco, Marcello Paesano, Tommaso Paolucci, Alessandro Moser) hanno puntato l’attenzione su quello che ancora oggi sono rapporti difficilmente accettati nella società. Ad esempio ci sono scelte che spesso i familiari devono prendere la nostro posto, come quella di praticare l’eutanasia oppure di una donazione di organi. La reazione al dolore e dove l’essere umano si appella in caso di bisogno, come la religione. Non dimentichiamoci che quest’opera nasce in America, un Paese fortemente protestante e poco cattolico.

Molto emozionante di grande impatto, Next Fall è la commedia che qualche bigotto dovrebbe vedere, perché in moltissimi casi ci si appella a leggi preistoriche, dimenticando l’aspetto e la volontà dell’essere umano.

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