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Chi è a letto con il maggiordomo – la recensione

Chi è a letto con il maggiordomo

La recensione

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Chi è a letto con il maggiordomo

La rossa. La mora. La castana. Un’eredità. Un maggiordomo. Oscar. Mischiate il tutto ed avrete una commedia esilarante caratterizzata dal classico senso umoristico inglese.

Chi è a letto con il maggiordomo è la nuova commedia portata in scena da Emilia Miscio. Inizia alla grande il 2019 della regista. Del resto le sue sono sempre state opere molto brillanti e divertenti. Le risate in sala e gli applausi scroscianti, sono la dimostrazione che per l’ennesima volta la Miscio ha saputo tenere incollato il pubblico fedele al palcoscenico.

Noi siamo abituati a vedere sangue, lacrime, lotte senza quartiere e scaramucce tra familiari quando si parla di eredità. Questa volta invece i conoscenti del defunto danno vita ad una situazione paradossale, ricca di una serie di battute incalzanti che fanno scorrere la trama e tengono alto il ritmo della commedia. Chi è a letto con il maggiordomo offre una risata continua e sembra cucita addosso agli attori, abilissimi nei propri ruoli. La storia è simpatica, divertente supportata da una scenografia minimal ed essenziale; funzionale a tutti i cambi di scena che si susseguono, molto ingegnosa l’idea delle cinque porte. Fa ridere l’atteggiamento del detective privato assunto dalla figlia del defunto insieme al suo avvocato, ogni battuta è fuori posto e genera i classici luoghi comuni linguistici che non dispiacciono per niente, anzi arricchiscono il testo di risate vere. Paradossale come investigatore, visto che in una scena lo vediamo effettuare un interrogatorio mentre si fa una manicure con tanto di lima alla mano; oppure prendere il cellulare dall’insalata. Che dire poi del maggiordomo? Tesse le fila in maniera brillante e la scampa anche quando le situazioni si fanno davvero critiche. Trova una valida spalla nella ragazza che assume per fargli da moglie/cameriera ed aiutarlo a scrollarsi le amanti di dosso. Ultima, ma non per questo meno importante è da applaudire la performance di Laura Pacini. Abilissima a interpretare le tre ragazze ereditiere straniere: la rossa, la mora e la castana. Tra cambi di scena, cambi di dialetti e cadenze linguistiche diverse, ha tenuto un ritmo pazzesco sollevando tantissimi consensi dalla platea.

Emilia Miscio è stata bravissima non solo a dirigere questa commedia, inedita nel nostro Paese, su un palcoscenico, ma anche a tradurre il testo ed adattarlo alla lingua italiana. Un applauso a lei e alla compagnia Sogni di Scena, sperando che non si debba aspettare molto per vedere la loro prossima commedia.

 

 

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