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Ma tu che lavoro fai?

Ma tu che lavoro fai?

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Ma tu che lavoro fai?

In tanti mi fanno questa domanda: ma tu che lavoro fai?

A volte è intervallata anche da: ma quanti lavori fai? Oppure, quante cose fai?

È comprensibile perché nei miei venerandi 34 anni, io di esperienze lavorative ne ho accumulate davvero tante. Tantissime. Io ho lavorato tanto. Roba che potrei essere tranquillamente a metà percorso di contributi per la pensione e invece, grazie al nostro governo, io la pensione non la vedrò manco col binocolo.

Insomma, le cose stanno così.

Attualmente io sono una commessa, nel week end un’autista NCC, ma sono anche e soprattutto una blogger/pubblicista h24.

Eh?

Eh! Aspettate che vi spiego meglio!

Quando scelsi “cosa volessi fare da grande” realizzai che la mia gavetta sarebbe stata lunga e molto complicata. Io, figlia di nessuno, uscita dal liceo volevo fare la giornalista sportiva. Dentro di me mi dicevo sempre che entro i trent’anni avrei voluto scrivere al Corriere dello Sport. Non vi sto a spiegare i come, i perché, il travaglio per arrivarci, ma ho avuto una bellissima esperienza da collaboratore esterno durata tutto il periodo della M.Roma Volley. Un periodo che mi ha portato a conoscere tantissima gente di tutte le età, di tutti gli strati sociali e di tutti i vari continenti che ero davvero contenta. Avevo realizzato un obiettivo.

Il problema è che parallelamente, cresceva anche il mio desiderio di realizzarmi come persona e come donna. Ovvero andare a vivere da sola, avere un appartamento mio – non era indispensabile fosse comprato, ma almeno avevo il mio angolo di tranquillità.

Di conseguenza per soddisfare entrambe le cose, dovevo cercarmi un lavoro. Un’occupazione che mi portasse uno stipendio fisso tale da sostentarmi e permettermi la gavetta e le trasferte. È così che sono diventata tante cose diverse: una barista, una segretaria, un’autista e perfino una commessa. Mai avrei pensato di arrivare a fare la commessa, del resto io odiavo il lavoro da commessa – come vi spiego in Mai dire Mai  – ma non puoi mai sapere il mercato del lavoro che cosa offre e visto che le cose nel mio praticantato erano cambiate, presi al volo molte opportunità. Tutte con la stessa serietà.

Oggi sono una giovane donna che nonostante alti e bassi, riesce a mantenere un appartamento, due cani, una macchina – bellissima e scassatissima, ma ne vado fiera come se fosse una figlia – e il proprio portale on line, che ogni giorno mi regala soddisfazioni sempre più grandi. Ecco perché per mantenere tutto faccio un lavoro e mezzo!

Del resto, io faccio parte di quella sfera sociale e familiare che mette i figli davanti alla vita, gli para le spalle se fanno errori, ma li fa vivere le proprie esperienze. Soprattutto: devono andare a lavorare e imparare a vivere con le proprie gambe. Questo era, ed è ancora, il motto di famiglia. Siamo tre fratelli e ad eccezione della piccolina e siamo cresciuti tutti così! Dovevamo imparare a cavarcela da soli, perché il mondo non ti regala niente.

Con queste premesse, ho imparato a lavorare e a guadagnarmi i miei successi. Spero che i miei coetanei, insegnino questo ai propri figli. Dura o morbida che sia la vita: bisogna imparare ad andare avanti!

 

 

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