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Il canto del gallo – la recensione

Il canto del gallo

La recensione

 

La verità o la finzione. Giusto o sbagliato. La vita è sempre un’altalena tra l’apparenza alla luce del giorno e l’essere che emerge nell’ombra.

Il canto del gallo” è uno spettacolo molto interessante che mette in risalto temi e aspetti diversi di una famiglia in crisi, divisa tra mille difficoltà che la quotidianità presenta sotto forma di tentazioni. Un’opera inedita di Umberto Bianchi, che racconta la vita di una famiglia come tante altre: un padre lavoratore, una moglie devota e casalinga, un figlio bravo ragazzo omosessuale. Tutto sembra andare nel verso giusto, senza grandi problemi, ma le quattro mura di casa sveleranno una realtà ben diversa.

In un pomeriggio, che si protrae sicuramente a notte fonda, le maschere che ricoprono i volti dei componenti familiari cadono inesorabilmente, sgretolandosi dietro a un muro di bugie che tengono in piedi la facciata di famiglia per bene. Accade tutto nella prima parte dello spettacolo: il padre svela la mancanza di attenzioni che solo una moglie sa dare, trovando sfogo altrove. La madre rivela una debolezza, sfociata in una relazione extraconiugale. Anche il grande amore del figlio rivela un colpo di scena che gela tutta la platea. Nella seconda parte dello spettacolo, quando il gallo ha cantato e tutto è tornato alla normalità, nascondendo lo sporco sotto il tappeto, è proprio questo ragazzo tranquillo e per bene che emerge e si distingue dalla massa. Lui rifiuta questo essere falsi e opta per una vita molto più onesta e continua soprattutto alla luce del giorno. Kevin di Sole, il figlio, chiude in un quasi monologo tutto quello che in realtà la gente comune dovrebbe fare: non nascondersi dietro a un finto perbenismo solo per salvare la faccia. Tornare a comportarsi un pò come fanno i bambini:

I bambini sono i migliori adulti al mondo.

Gli adulti non sanno perdonare.

Fingono, confondono, soffrono e sorridono.

Hanno paura strillano, sono felici piangono.

 

Il canto del gallo è una metafora di vita. A recitarla è lo special guest della serata, la drag queen Regina Miami. È proprio lei che, in una seconda chiusura dello spettacolo, utilizza un monologo per racchiudere il senso de “Il canto del gallo”. Ciò che appartiene ad una giornata, resterà in quella giornata, l’indomani si tornerà sempre alla vita normale. Non si parlerà più della pietra dello scandalo. Quando il gallo canta la notte finisce e si lascia alle spalle tutto. E il giorno ricomincia. Quante falsità. La maschera della moralità che governa il mondo.

Uno spettacolo che fa riflettere per tematiche, ma che deve crescere ancora molto dal punto di vista teatrale. Uno spettacolo che molte persone dovrebbero vedere per andare oltre quello che è il velo del perbenismo e lasciarsi andare a quella che è la vita vera e propria, senza maschere di falsità.

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